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pluricandidato a chi?

01/18/2013

E se pluricandidato diventasse un insulto? Michele Ainis nel suo editoriale rispolvera un’altra delle molte porcherie del porcellum, oltre alle liste bloccate ed al premio di maggioranza senza soglia minima, la pratica di inserire lo stesso candidato in più circoscrizioni. Così “Fini è capolista dappertutto, come Ingroia, come probabilmente Berlusconi. Tabacci guida la sua squadra in 10 circoscrizioni. Invece Casini batte Bersani 5 a 3 (quest’ultimo corre in Lombardia, Lazio e Sicilia)“. Come specchietti per allodole. Questa possibilità, perversa perché, come spiega bene Ainis, è l’eletto a scegliere poi per quale circoscrizione optare e quindi far scattare di un posto  nelle altre la graduatoria della lista bloccata, beffando per una seconda volta l’elettore.

Diciamolo senza troppi giri di parole: è un insulto alla democrazia.

Perché pluricandidato non sia un insulto, almeno fateci sapere sin d’ora quale sarà la vostra scelta, chiede Ainis. Magari l’ascoltassero.

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