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la lunga #nochenegra

07/11/2012

La lunga marcia dei minatori di Asturias, León, Palencia, Aragón e Castilla-La Mancha, 19 giorni di cammino, sino a Madrid. Arrivano nella notte nel cuore della città alla Porta del Sol dopo che il tribunale aveva disposto la revoca del divieto di attraversare autostrada richiesto dal governo di Madrid. Li accoglie un’intera città in attesa, ai caminantes si uniscono pompieri, insegnanti, sindacati, artisti. Oggi la loro protesta arriverà sino al ministero dell’Industria per chiedere il ripristino degli aiuti al settore del carbone tagliati quest’anno al 63%. Chiedono al ministro José Manuel Soria, disposto a concedere qualcosa solo per il 2013 e non per quest’anno a causa dei pesanti vincoli di spesa, 200 milioni per arrivare sino alla fine del 2012.

I minatori hanno attraversato metà del paese accompagnati dalla simpatia che suscita la loro rivendicazione del diritto al lavoro tra cittadini attoniti per la velocità con cui si sfalda il tessuto produttivo e sparisce l’economia reale mentre il dibattito gira intorno alla scienza fittizia dei salvataggi finanziari e della speculazione della borsa.

La loro marcia ne rievoca molte altre (dalla marcia gandhiana per il sale a quelle per la pace ed altre invece cupe anticipazioni di tempi bui), forma di protesta e partecipazione di persone che rimettono al centro il loro diritto al lavoro.  Come accadeva nel secolo scorso. Come se il tempo si fosse fermato. Le lampade dei caschi illuminano le contraddizioni del presente: aiutare il loro settore vuol dire contribuire all’uso di fonti energetiche inquinanti e non rinnovabili. Chiudere le loro miniere poco produttive vuol dire considerare i minatori una merce non più redditizia che va eliminata dal mercato.  Perché il tema, qui come altrove, è sempre quello di una politica che non è in grado fornire regole all’economia. Centinaia di persone perdono il lavoro con un semplice tratto di penna e non c’è nessuno che possa fornire obblighi ed indicazioni per ricostruire un settore produttivo dove reintegrarli. Santa Bárbara bendita, l’inno dei minatori suonerà anche per noi.

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