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quando i bambini sono un esubero

06/26/2012

A colpi di citazioni. Dal Dalai Lama a John Fitzgerald Kennedy, le citazioni come epigrafi sui rispettivi blog/sito web che molto dicono del profilo sociologico dei genitori organizzati di Cernusco.

Il comitato Genitori di Cernusco usa il Dalai Lama (“Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara. Chi credi non riuscirà a dormire?“) ed un avatar inequivocabile: il quarto stato di Pelizza da Volpedo sullo sfondo del nome del comitato in caratteri tricolori, la data di nascita sul profilo fb è anch’essa un esplicito programma di resistenza civile: 25 aprile 1945.
L’associazione “Eccemamma” si rifà al motto keynesiano (“Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”) come dimensione dell’impegno diretto a favore dei diritti delle famiglie e dei minori, anche il logo stilizzato rinvia alla rete, relazionale in primo luogo, che ispira le attività dell’associazione.
In entrambi i casi si tratta di forme organizzate della società, sovrastrutture che si costituiscono da bisogni emergenti e non soddisfatti: il rispetto del diritto costituzionale allo studio nel caso del Comitato Genitori, il sostegno alla genitorialità attraverso servizi alla famiglia per le Eccemamma. E’ evidente e pure rivendicata la dimensione tutta politica del comitato Genitori, mentre le mamme si chiamano fuori dall’ambito politico e preferiscono il ruolo di facilitatori, anzi facilitatrici (il comitato esecutivo è composto solo da donne).
Il CG appare come un soggetto collettivo ove l’identità dei singoli aderenti e delle figure dell’esecutivo è in secondo piano rispetto al comitato, nelle EM sono valorizzati i profili personali e le connotazioni professionali diventano la chiave per offrire servizi.
Al centro di entrambi stanno i bambini e pare davvero strano che non abbiano trovato un punto di incontro proprio rispetto al problema dei bambini esclusi dalla scuola dell’infanzia a Cernusco.
Già, perché l’espansione immobiliare degli ultimi anni ha prodotto un significativo incremento demografico, i bambini fra 0-14 anni sono oggi il 15.30% della popolazione complessiva (contro un 14% di media nazionale) in costante aumento negli ultimi 10 anni. Così anche quest’anno 31 bambini sono rimasti fuori dalla scuola dell’infanzia a causa del mancato del mancato invio da parte dell’ufficio scolastico provinciale degli insegnati per avviare una nuova sezione. Li hanno chiamati “esuberi” anche se sono bambini e non fanno ancora parte del mondo del lavoro, o forse si, perché questa vicenda racconta molto anche dell’Italia.
L’amministrazione comunale ha inizialmente sottovalutato il problema, 31 bambini su 980 sono solo una percentuale piccola della popolazione scolastica, ma a fronte della crescente protesta organizzata si è fatta carico di una soluzione che prevede l’istituzione per il prossimo anno scolastico di un Servizio Educativo Integrato. Il Comune, sempre più in difficoltà per i tagli di bilancio, ha reperito le risorse necessarie a coprire gran parte dei costi necessari, ma ai genitori dei bimbi esclusi dalla graduatoria verrà richiesto un contributo progressivo in funzione del reddito.
Ora, mentre il comitato Genitori ha denunciato nei mesi scorsi la situazione invocando il mancato rispetto dei diritti costituzionali e sollecitato l’Amministrazione a trovare una soluzione, l’associazione EM si è defilata preferendo star fuori dai riflettori del dibattito politico che nel frattempo si era sviluppato anche a causa della concomitante campagna elettorale.
Terreno scivoloso dal momento che se si rivendica un ruolo di cittadinanza attiva e ci si richiama al motto keynesiano appare contraddittoria la professione di inesperienza ed impoliticità. Anche se molta acqua è passata dallo slogan il “personale è politico”, le ecce mamme sanno bene che le azioni personali hanno ancora una profonda incidenza sui comportamenti e le decisioni collettive, tant’è vero che anche per la loro funzione di lobby la loro presidenta è stata nominata assessora nella nuova giunta.
D’altra parte siamo in tempi di diritti negati (persino onorari, il Dalai Lama ne sa qualcosa) e pure il richiamo all’American Dream of opportunity è ormai un mito come dice l’economista e premio Nobel Joseph Stiglitz, secondo il quale si possono ridurre divario sociale ed ineguaglianze solo se mette fine ai tagli nel campo dell’educazione e si incrementano gli investimenti in ambiti che accrescono le opportunità per le classe medie e basse. Per questo appare davvero amaro il puntiglio con cui  amministrazione ed assessora all’educazione sottolineano nel comunicato stampa il ruolo di supplenza esercitato rispetto a chi aveva l’obbligo di garantire il servizio, negato per i tagli ai fondi destinati alla scuola da parte dello Stato. Dovrebbero esserne orgogliosi.

PS:  pur non essendo coinvolta avrei aderito volentieri ad una tassa di scopo e/o raccolta fondi rivolta a tutti i cernuschesi per reperire i fondi necessari a coprire i costi del servizio perché we need to invest in our common future. It is only through these investments that we can restore our country to shared prosperity.

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  1. Dario Salerio permalink
    06/27/2012 07:53

    Pianeta Terra : Centro della Via Lattea = Politica : Cittadino

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