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La ministra

01/16/2012

Elsa Fornero riprende – giustamente – chi la chiama “la Fornero”, sottolineando come nessuno chiami il primo ministro “il Monti”. Finalmente qualcuno, anzi qualcuna, che si risente per quell’articolo messo davanti al cognome di una donna e la regola vale per politiche, scienziate, artiste e tutto l’universo mondo da citare al femminile.

Però Fornero dovrebbe anche sottolineare la declinazione scorretta, sempre al maschile, del suo incarico: ovunque si legge il ministro Fornero, e vale anche per Paola Severino e Anna Maria Cancellieri, come se fossero uomini. Persino il portale istituzionale del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali riporta che la prof.ssa Elsa Fornero è Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità.

Solo Paola Severino sul sito del Ministero della Giustizia è definita “ministra” ed ha una biografia declinata quasi tutta al femminile.

Quindi c’è un gran lavoro di ripulitura da fare: i condizionamenti linguistici sono la spia esplicita di quanto la presenza femminile in Italia sia così poco significativa da renderne marginale persino l’identità corretta grammaticalmente. Spagnolo e portoghese, lingue anch’esse neolatine, declinano al femminile i ruoli femminili, anche l’italiano avrebbe tutti i possibili vocaboli, utilizzati però pochissimo nella lingua parlata e scritta. La precisione del linguaggio, diceva Arendt (Hannah), è essenziale ad eliminare le scorie, anche quelle sessiste, dei condizionamenti e dell’abitudine ai condizionamenti.

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3 commenti leave one →
  1. 02/16/2012 10:03

    Quando era ministro, Maroni era solo Maroni.

  2. maria ghisaura permalink
    01/17/2012 13:28

    Sono pienamente d’accordo con l’appunto sull’articolo che precede il cognome dei ministri donne, anche se concordo sulla formula : “signora Fornero, ministro per….” in quanto il titolo dovrebbe essere considerato neutro (alla latina).

    • jasminelm permalink*
      01/17/2012 15:08

      se decliniamo al femminile molti termini, ad esempio maestra che deriva da magister, perché non usare anche ministra (da minister)?

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