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La casa dell’acqua a Cernusco

10/11/2011

Il notiziario del comune riportava la notizia che presto verrà realizzata anche a Cernusco la Casa dell’Acqua, punto di distribuzione dell’acqua pubblica aperto ai cittadini, seguendo così l’esempio di numerosi comuni vicini.
Le Case dell’Acqua sono una buona pratica volta alla valorizzazione di un bene comune di rilevante importanza attraverso la gestione pubblica della sua distribuzione. L’Amministrazione in questo caso svolge un importante ruolo di controllo rispetto alla qualità del bene erogato e di pedagogia civica attraverso la promozione dell’utilizzo di acqua pubblica rispetto acque imbottigliate. Con evidenti vantaggi su costi di smaltimento delle bottiglie di plastica e risparmio di energia legato allo spostamento delle merci dai luoghi di imbottigliamento alle nostre case.
Quindi fa molto bene l’Amministrazione a realizzare anche a Cernusco un punto pubblico di distribuzione dell’acqua in collaborazione con l’CAP Holding, società di gestione del servizio idrico locale. Tutto bene dunque se non fosse che “La falda acquifera del nostro territorio comunale … presenta alcune criticità, che rendono necessario il ricorso a specifici trattamenti per garantire la potabilità dell’acqua erogata” come si dichiara sul portale telematico di Cernusco nella sezione dedicata a “La situazione dell’acqua potabile nella nostra città”. Inoltre nello Studio geologico a supporto del Piano di Governo del Territorio (a cura di C. Leoni, 18.12.2009) si legge “Il territorio di Cernusco presenta una media vulnerabilità dell’acquifero freatico”; e che “Occorre pertanto un’attenzione di tutela particolare per tutto il territorio per evitare pericolose contaminazioni soprattutto da interventi antropici di dispersione e/o maneggio di sostanze inquinanti”.
Le tabelle sulla qualità dell’acqua pubblicate sul portale del comune, che vengono fornite una volta l’anno dall’ASL, sono ferme al 2009 e non aiutano a capire il reale andamento temporale e qualitativo dei parametri indagati. Se infatti si comparano i dati degli anni 2007-2008-2009 (gli unici disponibili in rete) si rilevano per Cernusco alcune anomalie che gli organi preposti al controllo della qualità delle acque dovrebbero verificare.

La tabella analizza per il biennio 2007-2008 i valori di cromo esavalente, tricloroetilene e tetracloroetilene (solventi clorurati utilizzati per sgrassare la superficie dei metalli e per la pulizia degli indumenti a secco), trialometani (derivati dalla clorazione), composti organo-alogenati (residui di clorazione e smaltimento non idoneo dei solventi), durezza totale, nitrati e nitriti (derivati dall’utilizzo dei fertilizzanti azotati e dalla loro trasformazione)  su dodici pozzi (Vespucci, Don Sturzo, Ticino/Fornace, Verdi I/II, Ronco I/II, Firenze, San Giovanni di Dio, Buonarroti I/II) a cui nel 2009 si aggiunge quello di Torriana. Poiché dal sito di AMIAcque si rileva che i pozzi attualmente in esercizio sono sempre dodici, sembrerebbe che uno sia stato chiuso. Quale?

Il primo elemento che balza agli occhi della tabella è la scarsa continuità temporale dei valori riportati per i diversi pozzi: solo per durezza e nitrati i dati coprono tutto il triennio (con l’eccezione di Buonarroti I/II per i quali non sono riportati i valori di durezza per il 2009). Per tutti gli altri parametri i dati più completi riguardano solo il 2007, col passare degli anni è come se le rilevazioni non fossero più state effettuate o, almeno, non sono state riportate.
Pertanto, poiché l’Amministrazione ha un preciso dovere di informazione e trasparenza nei confronti dei cittadini, è necessario in primo luogo che si faccia inviare dalle autorità preposte ai controlli (ASL e AMIAcque) tutti i valori relativi alla qualità delle acque e li renda pubblici. Deve poi indicare (o farsi indicare) quali sono i pozzi attivi, quelli inattivi e gli eventuali motivi di chiusura e/o riapertura dei pozzi.
Inoltre, tenendo conto della vulnerabilità dell’acquifero e ricordando come negli anni scorsi alcuni pozzi di Cernusco siano stati chiusi proprio a causa di inquinamento da sostanze cancerogene dovuto a sversamenti dolosi, assume particolare importanza il monitoraggio degli indicatori di inquinamento. Per questo non basta la pubblicazione puntuale di un dato, di quel valore occorre valutarne l’evoluzione nel tempo e nello spazio.
In ogni caso dai pochi elementi disponibili si evince ad esempio che il pozzo Don Sturzo ha subito un notevole aumento di cromo esavalente (elemento cancerogeno), sino ad un valore molto vicino ai limiti consentiti dalla legge, sono aumentati i tri/tetracloroetileni, mentre sono diminuiti i nitrati. Non ci sono dati per il 2010, ma sarebbe utile capire cosa succede per ciascun pozzo. Anche perché l’etichetta dell’acqua cittadina ricavabile dal portale dell’AMIAcque offre solo alcuni dei parametri indicatori e senza il dettaglio relativo a ciascun pozzo.
Per queste ragioni la Casa dell’Acqua va accompagnata da un’adeguata informazione sulla qualità del bene erogato e da un severo monitoraggio dei parametri inquinanti, perché l’acquifero locale è soggetto a numerosi rischi di inquinamento.

tabella_acquaCsN dati rielaborati dalle tabelle  fornite dall’ASL pubblicati sul sito del comune di Cernusco sul Naviglio

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