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Santi, hotel, ospedali e la cura delle anime

07/19/2011

Dalla statale 125  si vede un mastodonte di cemento chiaro, è l’ospedale San Raffaele di Olbia, che dopo decenni ha visto la luce sui rilievi che chiudono a Sud il golfo di Olbia. Ci si arriva dopo aver superato il ponte sul rio Padrongianus, a senso unico alternato ormai da quattro anni, dopo che i cedimenti strutturali ne avevano consigliato la riduzione dell’intensità di traffico. Così per le controversie fra i diversi enti competenti (regione e provincia) e la cronica mancanza di fondi il ponte funziona a singhiozzo e la struttura di eccellenza sanitaria resta collegata al resto del mondo con un budellino stradale regolato da un semaforo. Mi sono sempre chiesta come potessero aver autorizzato un ospedale privo di collegamenti efficienti e come fosse stato valutato il suo impatto ambientale, chissà se si arriveranno a conoscere i documenti di valutazione che stanno alle base delle autorizzazioni del San Raffaele di Olbia, così come oggi vengono finalmente alla luce i conti farlocchi di Don Verzè (un miliardo di debiti, Mario Cal, il consigliere delegato della fondazione Monte Tabor, cui fa capo il San Raffaele si è suicidato ieri).

Basta fare ancora pochi chilometri sulla statale e dopo Porto San Paolo si incontra il bivio per Costa Dorada, in una caletta riservata c’è il Don Diego, hotel 4 stelle ricco di charme che domina un’affascinante baia affacciata sul Parco Marino delle isole di Tavolara e Molara, anch’esso di proprietà di Don Verzé.

Anche in questo caso non capivo la connessione fra la missione di curare i corpi sofferenti e la gestione di strutture di lusso, ora il nesso è più chiaro: prendersi cura dei corpi,  attraverso ospedali (a Segrate, a Olbia, a Bahia), alberghi, compagnie aeree sempre all’ombra di coperture potenti.
Un tempo i sacerdoti si prendevano cura delle anime.

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  1. 07/22/2011 07:33

    “Corpi e anime”. Un binomio inscindibile. Un bellissimo libro di gioventù. I preti se ne occupano ancora. D.Verzè è un’eccezione. Mi viene il magone a penesare alle “sofferenze” del Card. Montini (anni ’60) sulle future iniziative di D.Verzè. Prendo per onesto il giudizio del C.Martini sulla diversità di vedute (profonde) con Don Verzè. Da qualche parte ho scritto d’un episodio emblemetico personale che lo riguarda: aver fatto la fila, lui al S. Raffalele, per una visita specialistica (visto coi miei occhi). “Corpi e anime”…. appunto.

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