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Osama e la balena bianca

05/03/2011

Una delle chiavi di lettura più interessanti sulla cattura e sulla morte di Bin Laden è quella di Enric González, corrispondente de El País negli Stati Uniti l’11 settembre 2001, che collega la lunga ricerca del terrorista più famoso del mondo alla strana storia di terrore, ossessione, purezza, vendetta e catarsi scritta da Herman Melville nel 1851. Moby Dick, il mostro feroce ed elusivo, è la metafora del terrorismo, l’ossessione del male che travolge il capitano Achab è lo stesso assillo con cui si fa scudo G. W. Bush. E per ulteriore paradosso il sudario del mare che avvolge il capitano Achab alla fine della lotta contro il grande mostro marino è lo stesso che ha accolto il corpo di Osama, perché nessun paese ha voluto il suo corpo. Così come nei paesi del Nord Africa, protagonisti della rivolta dei gelsomini, la notizia della morte di Bin Laden è stata accolta con indifferenza.

“Moby Dick è il romanzo dell’eterna inclinazione dell’uomo a sprofondare in un pensiero esclusivo che lo abita tutto” dice Barbara Spinelli. E così davvero si compie la profezia: non poteva essere Bush con la sua ossessione monotematica a liberare l’Occidente dai suoi demoni, ma il presidente Obama, Simba il re della giungla, a sconfiggere la balena bianca, il mostro che ormai non serviva più a nessuno.

«Sconfitti i nemici, salvi i cittadini, tranquillo lo Stato» era la formula che usavano i trionphatores romani dopo le vittorie. Più o meno le stesse parole usate da Obama, antichi riti  e simboli si ripetono. Speriamo davvero che, sconfitto il male, sia il tempo della convivenza e della democrazia.

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3 commenti leave one →
  1. fishcanfly permalink
    05/03/2011 12:53

    Ti lascio, a tal proposito, una citazione che ho trovato giusta fare , quella cioè di un romanzo che lessi un po’ di tempo fa.
    “Ogni stato sovrano ha la necessità di esercitare un controllo sul comportamento dei propri cittadini, per tenerli tranquilli e renderli ragionevolmente docili. Per farli guidare sulla carreggiata destra della strada – o sulla sinistra, se quello è il caso. Per far sì che paghino le tasse. E naturalmente sappiamo che il controllo sociale lo si gestisce al meglio attraverso la paura” (Stato di Paura ,Michael Crichton)
    L’ho usata nel mio articolo di riflessione su quanto è accaduto in questi giorni.
    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/03/air-tagl-one/

    • jasminelm permalink*
      05/03/2011 20:58

      Il costituzionalismo è stato pensato proprio per sottrarsi alla paura.
      Le tasse e le regole, anche quelle del traffico, ci affrancano dai leviatani che pretendono di esercitare il controllo sul nostro vivere civile .

      • fishcanfly permalink
        05/04/2011 16:34

        Certo, hai ragione e sono d’accordo anch’io. Ma il punto è: la paura non se n’è affatto andata!

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