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Bilancio partecipato: una buona pratica politica da migliorare

01/12/2011



E’ bene iniziare l’anno anche con qualche buona notizia, specie se è una buona pratica politica, come il bilancio partecipato* di Cernusco sul Naviglio.

Il 22 dicembre sono stati presentati i risultati  del primo esperimento di questa pratica di partecipazione svoltasi a Cernusco lo scorso novembre ed il sindaco Eugenio Comincini insieme ad Ermes Severgnini, consigliere delegato proprio al bilancio partecipato, si dicono soddisfatti di questo esperimento.

Ma di un esperimento si è trattato.  Su 24491 elettori potenziali (dati ultime elezioni regionali, Ministero dell’Interno), hanno votato in 233, pari all’0.95%. Fra gli esempi citati dal sindaco, Cernusco si colloca al penultimo posto.

Vimercate  1,88%

Canegrate 1,74%

Colorno  1,05%

Cernusco 0,95%

Roma VII 0,32%

Comunque al di là dei numeri, dice Ermes Severgnini consigliere delegato al bilancio partecipato, conta il percorso culturale, la ricerca di una modalità di governo aperta alla partecipazione.  E’ vero, anche perché si tratta di una buona pratica politica ed una buona amministrazione deve saper svolgere anche un ruolo di pedagogia politica rispetto a pratiche poco popolari. I risultati però ci dicono che è stato un primo tentativo, direi un timido esperimento, per sondare più che far decidere i cittadini sulla ripartizione delle spese comunali. Occorre quindi valutarne con attenzione gli elementi che ne hanno ridotto la portata.

La procedura di voto non era immediata: la scheda con le opzioni andava inviata al comune insieme alla copia della carta d’identità. Inoltre un dato rilevante è il numero di schede nulle pari al 7.3%, un valore elevato su cui occorre riflette: è un indice probabilmente della criticità legata alla complessa procedura richiesta. Una modalità più semplice, ad esempio attraverso un sondaggio on line dal portale telematico dell’amministrazione, avrebbe sicuramente aiutato i votanti, senza nulla togliere alle garanzie di autenticità del voto: bastava chiedere di inserire il numero della carta d’identità e/o farsi riconoscere come utente registrato.

Le proposte riguardavano – come ho già sottolineato in un precedente post – solo interventi legati alla riqualificazione ed all’arredo urbano e non delle reali opzioni di indirizzo sui criteri generali. Si trattava di stilare una sorta di graduatoria del gradimento fra alcune tipologie di interventi  programmati, sia pur attraverso momenti di ascolto della cittadinanza. L’auspicio è che quest’anno si avvii un reale coinvolgimento cittadino rispetto alle scelte della propria comunità attraverso processi decisionali improntati alla partecipazione dal basso, fondati sulla promozione e sulla organizzazione del dibattito pubblico nei diversi quartieri della città per l’elaborazione dei progetti di intervento.

Il riferimento di Ermes Servegnini alle consulte, a mio avviso, non è convincente: sono strumenti di scarsa incidenza e poco legati alle di forme di “democrazia deliberativa” che consentono un confronto esplicito fra interessi, soprattutto all’interno di definite scansioni temporali e procedurali.

Se si volesse poi fare della sociologia spicciola sui risultati,  non per caso vince in popolarità la realizzazione di nuovi parcheggi, seguita però a ruota dalla sostituzione della fontanella di piazza Matteotti. Come dire l’opzione legata alla soddisfazione di esigenze private, quali il parcheggio per l’auto privata, ha il contrappunto in un’opzione di natura tutta pubblica come la fontana in piazza. I consensi più limitati li raccoglie la ripavimentazione del ponte di Viale Assunta, forse perché in tanti paventano il blocco di quello snodo cruciale del centro città.

Luci ed ombre, quindi. Sta a noi cittadini svolgere l’importante ruolo di stimolo nei confronti dell’amministrazione, a cui chiediamo di rendere più efficaci le buone pratiche che ha messo in atto.

 

 

*Una domanda a margine: perché chiamarlo partecipato e non partecipativo? Il modello è l’orçamento partecipativo di Porto Alegre.

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One Comment leave one →
  1. 01/15/2011 14:27

    http://claudiogargantini.blogspot.com/2010/11/bilancio-partecipato-vero-o-presunto.html

    diciamo che quello messo in atto da Severgnini è un’iniziativa molto parziale di partecipazione.
    E’ stata più una scelta piroritaria tra opzioni già decise.
    Si può fare meglio.

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