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Bilancio partecipato, opzione sei

11/14/2010

Posso spendere 85.000 euro, meglio, posso suggerire all’amministrazione di Cernusco sul Naviglio gli interventi che considero prioritari fra cinque proposte:

      • nuovi parcheggi in via Boccaccio: 55.000 euro
      • nuova illuminazione a risparmio energetico vie Toti/Filzi: 40.000 euro
      • rifacimento pavimentazione in porfido ponte v.le Assunta: 30.000 euro
      • giochi bimbi nell’ex campo da bocce di p.zza Gavazzi: 20.000 euro
      • sostituzione fontanella p.zza Matteotti: 4.000 euro

E’ un esperimento di bilancio partecipato, i cittadini hanno la possibilità di esprimere la loro preferenza entro la fine di novembre sulla “destinazione dei soldi pubblici, patrimonio di tutta la nostra comunità” .

I fondi su cui si decide sono una parte esigua del bilancio comunale, non è possibile esprimere criteri di indirizzo generale, si può solo scegliere fra cinque proposte che attengono tutte all’ambito dell’arredo o della riqualificazione urbana. Si tratta del primo esperimento e, come tale, si presenta più come un auspicio, che una reale forma di partecipazione della cittadinanza alle decisioni sul governo della città.

L’ambito della democrazia deliberativa, dove deliberare vuol dire discutere e decidere, ha ormai numerosi esempi di riferimento, dalle giurie di cittadini americane e britanniche, Town meeting, alla tedesca Planusgszelle, alle Consensus Conference, ai sondaggi deliberativi). Le arene deliberative consentono di coinvolgere componenti della popolazione spesso lontane dalla politica. Sono però eventi occasionali e non strutturati dal punto di vista temporale e formale, come è invece il bilancio partecipativo (orçamento partecipativo) nell’esperienza di Porto Alegre.

In questa città sono stati utilizzati strumenti istituzionali che, all’interno di una precisa scansione temporale e per passaggi successivi di deliberazioni, hanno visto il coinvolgimento di un numero sempre crescente di cittadini, la cui composizione sociale era costituita soprattuto da donne e classi non abbienti.

L’invito all’Amministrazione è quindi di istituire forme strutturate di consultazione all’interno delle quali individuare le priorità di spesa e d’intervento. Strumenti che possono tornare utili come canali di informazione e comunicazione dei progetti della giunta.

Si tratta di forme che comportano impegno e pure molta pazienza da parte delle istituzioni, ma hanno una valenza decisiva nella costituzione di una cittadinanza attiva – sia pur minoritaria – che persegua un’etica di servizio pubblico.

E poiché si può fare anche innovazione politica sarebbe interessante proporne la partecipazione anche ai cittadini stranieri residenti a Cernusco (circa il 5% della popolazione), in modo da creare anche un tessuto relazionale che li faccia sentire parte della comunità cittadina in cui vivono.

Infine vorrei fare una proposta che non rientra nelle cinque opzioni: questo bilancio servirà per il prossimo 2011, che è l’anno del 150° dell’unità d’Italia, vorrei che un po’ di fondi venissero destinati ad iniziative culturali volte alla promozione del senso della nostra comunità.

 

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2 commenti leave one →
  1. jasminelm permalink*
    11/14/2010 18:49

    Grazie a te per il messaggio, esauriente e sollecito. Condivido del tutto l’impostazione tesa a dimostrare che si può fare e che si debba costruire un percorso graduale, se vogliamo pedagogico rispetto alla costituzione di una cittadinanza attiva.
    Ho delle perplessità invece sulle Consulte, organismi datati e privi di reale incidenza. Molto più significativa la ricerca di partecipazione deliberativa allargata.
    Comunque, il bilancio partecipato è una buona pratica, anche se di ridotta entità.

  2. Ermes permalink
    11/14/2010 17:20

    Cara Jasmine,
    L’importo messo a disposizione (85mila euro) rappresenta senza dubbio una parte esigua del bilancio comunale (che lo supera di tre ordini di grandezza) e le proposte effettivamente attengono al settore dell’arredo urbano, decisamente poco avvincente anche se spesso impatta significativamente sulla vita dei cittadini.
    Va detto però che i tagli ai trasferimenti statali incidono sulla possibilità di finanziare le spese correnti. Nel nostro caso si tratta di circa 2.4 milioni di euro di minori entrate: in queste condizioni abbiamo difficoltà a mantenere i servizi essenziali, figurati a trovare i margini di scelta per i cittadini! Si spiega così perché il voto riguarda opere pubbliche e non servizi. Spero che la futura evoluzione delle finanze pubbliche ci consenta di agire diversamente, ma per oggi è così. Il Consiglio Comunale aperto sulla Scuola a Cernusco è stata comunque una forma di partecipazione della cittadinanza alla formazione del bilancio: non sotto forma di scheda, ma di critiche e proposte.
    Sulla motivazione delle opere scelte: innanzitutto, osserviamo che i margini di scelta, pur presenti in caso di spese per investimenti, non sono rilevanti perché la difficile congiuntura e la precisa volontà politica di questa Amministrazione di limitare l’edificazione restringe di parecchio gli introiti da permessi di costruire. Come giustamente osservi, questo della scheda voto è il primo esperimento del genere a Cernusco; un test significativo che appunto in quanto test non avrrebbe potuto impegnare 1 milione di euro! Noi abbiamo scelto opere per 150mila e abbiamo dato al cittadino un portafoglio di 85mila, coerentemente con quanto realizzato da altri Comuni nelle nostre condizioni.
    Abbiamo escluso di proposito interventi “macro” tipo la nuova scuola, per intenderci. Il bilancio partecipato deve coinvolgere la popolazione sulla destinazione di quote del bilancio comunale ma non deve essere un’operazione di creazione del consenso. Se la coalizione al governo della città ha vinto le elezioni con un programma che prevedeva la realizzazione di un nuovo polo scolastico lo deve attuare, per rispetto verso il patto elettorale e verso chi ci ha votato.
    Le opere selezionate per la scheda hanno queste caratteristiche comuni: provengono da richieste pervenute all’Amministrazione dai cittadini e sono tutte concretamente realizzabili e finanziabili. Non tutte con la stessa priorità però: ecco l’utilità di chiedere il voto. Il proposito per l’anno prossimo è di partire con anticipo rispetto alla formazione del bilancio previsionale 2012, adottando una fase di preselezione della griglia degli interventi di interesse.
    La scheda arriva dopo la fase informativa costituita da assemblee pubbliche per spiegare il bilancio pubblico e numeri dedicati del notiziario comunale, ma non esauriscono l’impegno dell’Amministrazione in questo campo. Forme strutturate di consultazione sono state costituite: mi riferisco alle Consulte tematiche (Sport, Cultura, Terzo settore) e alla Conferenza permanente sull’Istruzione. Naturalmente la partecipazione a tutte le iniziative è aperta agli stranieri residenti; se invece ti riferisci ad organismi dedicati, credo sia una strada senz’altro percorribile previa valutazione di quanto già esperito da altri Comuni con risultati non sempre all’altezza delle aspettative.
    Ultima annotazione di questa (e mi scuso) lunga nota: le celebrazioni del 150mo dell’Unità d’Italia avranno una voce di spesa dedicata, indipendentemente dalla scheda voto.
    Partiamo dal minimo, ma facciamo sul serio. Anche se è solo un esperimento dimostriamo che si può fare.
    Grazie per il tuo commento,
    Ermes

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