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A che servono le primarie

09/30/2010

Un’opportunità, secondo Ignacio Urquiz, professore di Sociologia all’Università Complutense di Madrid a proposito delle primarie che si svolgeranno in Spagna il prossimo 3 ottobre per scegliere i candidati del Partito Socialista Spagnolo. Perché segnano la differenza, netta, rispetto ai metodi di selezione del Partito Popolare e sono un importante strumento di mobilitazione della militanza.

Le primarie, un’opportunità, di Ignacio Urquiz, traduzione da El Pais, 30.10.2010

Gran parte delle analisi politiche che leggiamo nelle ultime settimane vedono nelle primarie un problema. Influenzati dagli studi accademici o dalle esperienze precedenti si è allargata l’idea che le primarie abbiamo più costi che benefici. Si dà enfasi eccessiva al “rumore” che generano e, al contrario, non si presta attenzione alle loro potenzialità. Ma questa conclusione, come in altri temi di studio, è opinabile.

Scegliere candidati attraverso il voto diretto e segreto della militanza dà un maggior protagonismo agli affiliati. Se i militanti si sentono partecipi di un processo così importante, la loro motivazione aumenterà ed il loro coinvolgimento nella campagna elettorale sarà molto più elevato.

Studi di sociologia politica hanno dimostrato che gli affiliati ai partiti possono fare la differenza nel momento di aumentare i consensi elettorali: in quei contesti dove sono più numerosi e più attivi, i partiti politici ottengono risultati migliori.

Inoltre si sentiranno più motivati non soltanto coloro che già fanno parte dell’organizzazione. Simpatizzanti e votanti prossimi al partito possono avere più incentivi ad iscriversi. Se sentono che diventano protagonisti, la militanza è molto più attraente e, ancora, a maggiore militanza, maggiori aspettative elettorali.

In secondo luogo, poiché questo processo di selezione dei candidati non è ancora molto abituale in Spagna, raccoglie una grande proiezione mediatica. Ogni volta che il Partito Socialista ha fatto uso delle primarie, i mezzi di comunicazione gli hanno destinato molto spazio. Se i candidati sapessero usare bene questa opportunità, il Partito Popolare dovrebbe preoccuparsi.

Nel caso delle primarie a Madrid, questo protagonismo era molto necessario. Per l’opposizione vincere nella Comunità di Madrid non è facile. Da una parte i mezzi di comunicazione pubblici sono estremamente di parte. Di fatto i cittadini madrileni dichiarano nelle inchieste del CIS [Centro di Ricerche Sociologiche] sulla qualità della democrazia che i loro mezzi di comunicazione pubblici sono i più tendenziosi di tutta la Spagna.

D’altra parte la politica nazionale informa completamente Madrid e le questioni regionali occupano una posizione secondaria nell’agenda politica. Grazie al processo delle primarie, il Partito Socialista conquisterà quel protagonismo che non ha messo in campo negli ultimi anni e potrà così far conoscere la cattiva gestione di Esperanza Aguirre.

In terzo luogo la vita interna dei partito trasferisce ai votanti un’informazione significativa. Perciò le primarie indicano qualcosa di più che una forma di selezione dei candidati. In politica i conflitti si possono risolvere in molti modi. Nel Partito Popolare, quando era in gioco la successione di José Maria Aznar, si optò per il metodo meno democratico possibile. Invece nel Partito Socialista, quando sorge un dilemma, si opta per la democrazia, sia in forma di congresso aperto e competitivo che di primarie. Sono due modi radicalmente diversi di intendere la politica.

Queste differenze non sono aneddoti. Queste diverse visioni su come risolvere i problemi sono un riflesso dell’azione politica quotidiana. Se guardiamo agli ultimi anni, vediamo che da quando il Partito Popolare è passato all’opposizione ha cercato di guadagnare in alcune istituzioni ciò che aveva perso nelle urne. Così per esempio il boicottaggio nei confronti del rinnovo del Tribunale Costituzionale risponde a questa visione della democrazia.

Pertanto le primarie che il Partito Socialista farà in alcune comunità autonome possono essere una grande opportunità: attivano la militanza, danno maggiore visibilità al progetto politico e riflettono l’inclinazione democratica del partito.

Questo non significa che le primarie debbano generalizzarsi. C’è sempre la tentazione di usare questo tipo di processi per fini totalmente diversi da ciò che si persegue: selezionare i migliori.

A volte alcuni gruppi possono avere la tentazione di utilizzarle con propositi completamente sbagliati: sistemare conti interni, avere un posto al sole nelle future liste elettorali o per il mero fatto di sentirsi protagonisti per un giorno. Quando sono questi gli obiettivi, il rumore sovrasta le opportunità che offrono.

Perciò se il Partito Socialista sarà capace di approfittare dei benefici delle primarie, le sue aspettative elettorali aumenteranno e si potranno porre le basi per riconquistare i Governi dove siedono all’opposizione

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