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Federalismo demaniale e mistificazione

05/21/2010

L’aperitivo del federalismo passa per il demanio. Ieri il provvedimento che trasferisce i beni demaniali alle regioni è stato approvato dal consiglio dei ministri.  In commissione bicamerale sul federalismo aveva avuto  i soli voti contrari dell’Api e dell’Udc, l’Idv aveva votato a favore, mentre il Pd si era astenuto, diviso al solito fra favorevoli e contrari.

Il segnale culturale che arriva dalla politica è spaventoso: foedus, da cui arriva il termine federalismo, è il patto che unisce, non ciò che divide. Il vero federalismo è un processo che parte da ciò che è diviso, non viceversa. Separiamo ciò che 150 anni fa era stato unito.

Salvatore Settis parla di “smantellamento dello Stato in favore del profitto privato” e documenta come gli enti locali vendano o mutino le destinazioni d’uso dei beni vincolati. Mentre la politica non coglie affatto tale aspetto e  lo considera uno “strumento per abbattere parte del debito pubblico nazionale e locale“. Ma nessun ente locale sarà mai virtuoso se sa che potrà sempre attingere ad un tesoretto per ripianare bilanci disastrosi.

Il Pd giustifica la sua astensione per la mancanza di copertura finanziaria e non riconosce la natura sbagliata in sé del provvedimento.

Alla mistificazione culturale si lega anche la mercificazione dei beni ambientali, sinora sottratti alla disponibilità dei processi speculativi. Patrimoni pubblici da oggi possono essere venduti a soggetti privati per mere esigenze di cassa. La valorizzazione delle risorse comuni ed un uso razionale ed efficiente dei beni pubblici stanno a cuore a tutti noi, ma il federalismo demaniale significa non avere alcuno strumento per limitare la speculazione. Ormai dovrebbero averlo imparato tutti che il mercato non si regola da solo, che gli interessi generali sono tutelati solo attraverso un’efficace trama di regole e controlli che fa capo ad un soggetto unitario.

Giustamente l’urbanista Edoardo Salzano* sottolinea: “preoccupa l’accettazione comune della liceità, per raggiungere quest’obiettivo, di alienare beni pubblici, di spezzettare beni strutturalmente unitari, e addirittura di modificare le destinazioni dei beni trasferiti derogando alla pianificazione urbanistica: privando così la collettività anche del potere di intervenire nelle decisioni sul territorio. Anche questo, la pianificazione democratica del territorio e delle città, è un bene comune che stanno liquidando“.

*Nota: su www.eddyburg.it, bellissimo ed utilissimo sito web di Edoardo Salzano, trovate una esauriente rassegna delle relazioni fra urbanistica, politica e società e tutti gli argomenti per capire meglio che il federalismo demaniale è una mistificazione culturale.

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  1. | Eugenio Comincini

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